Questo vivere a metà…

Londra, 30 gradi e sole splendente. Così maledettamente bella che quasi non ti riconosco.

Cammino per le strade  osservando il cielo stranamente azzurro e la mia mente inizia a vagare, immaginando di essere altrove.

Poi è un attimo, vedo qualcosa che mi sembra familiare, la via che percorro ogni mattina per andare al lavoro, e ritorno alla realtà.

Un’altra giornata è iniziata e come sempre mi ritrovo rincorrere il tempo che, imperterrito, sembra sfuggirmi di mano.

Sono passati ormai due anni da quando sono partita dal mio piccolo paesino nel Sud Italia per intraprendere quello che doveva essere un soggiorno temporaneo nella capitale inglese.

Una valigia arancione piena di maglioni raggomitolati tra mille ansie e preoccupazioni, un cappotto pesante nonostante fosse solo Ottobre ed il termostato segnasse 23°, tanta paura mascherata da una spavalderia che sono solita esibire nei momenti difficili, per mostrarmi più forte di quella che sono.

Non sapevo cosa mi aspettasse, non avevo un progetto preciso, ero in una di quelle fasi della vita in cui non sai quale direzione prendere ed avevo messo in discussione tutto quello che era sempre stato il mio mondo.

Mi guardavo allo specchio e non riconoscevo la persona piena di progetti che ero sempre stata, lasciavo che le giornate trascorressero monotone nella speranza che qualcosa cambiasse, non credevo più in nulla probabilmente. Venivo da esperienze lavorative che avevano deluso le mie aspettative, necessitavo di nuovi stimoli, di nuovi colori, nuove sensazioni.

Ed eccomi qui, ora, due anni dopo, seduta a tavolino con me stessa a tirare le somme di quello che è stato, a chiedermi cosa è cambiato, a domandarmi cosa sarà.

Questa città mi ha cambiato nel profondo, mi ha rivoluzionato la vita, facendo vacillare tutte quelle certezze a cui negli anni mi ero aggrappata forte per paura di cadere.

Mi ha fatto incontrare Davide, quell’amore vero e travolgente che una persona cinica come me non pensava esistesse e mi ha convinta a sposarlo perché in men che non si dica entrambi sentivamo di conoscerci da sempre.

Quella che doveva essere solo una esperienza temporanea è diventata la mia quotidianità, quello che mi faceva così tanto paura è ora il mio mondo, la mia vita.

Eppure non riesco ancora a pensare che tutto ciò sarà il mio “per sempre”.

Se mi fermo a riflettere e cerco di immaginare dove sarò tra qualche anno non riesco ancora a collocarmi in uno spazio geografico ben preciso e definito.

A volte penso che in me convivano due persone, una un po’ malinconica che è rimasta ancorata alla mia terra di origine, e l’altra completamente ambientata nella mia nuova terra. Due versioni di me continuamente in conflitto. Ragionano, discutono, combattono, eppure nessuna delle due è così forte da riuscire a prevalere definitivamente sull’altra.

Il mio è un continuo vivere a metà, un altalenarsi di sentimenti ed emozioni, una lotta continua tra mente e cuore in cui nessuno è vincitore.

Londra mi ha insegnato tanto.

Qui ho capito cosa significa adattarsi, ho imparato ad osservare senza giudicare, a correre più veloce di quanto pensavo fossi in grado di fare. Qui ho messo a dura prova la mia pazienza, ho sperimentato sulla mia pelle cosa si prova quando vorresti dire tante cose ma non sai come esprimerle.

Sono diventata più forte, più aperta, più testarda, forse più comprensiva. Sono diventata la persona che sono e che sono fiera di essere.

Sono esattamente dove voglio essere..almeno fino a quando la vocina malinconica non mi convincerà del contrario  🙂

Una risposta a “Questo vivere a metà…”

  1. Alice Notarianni dice: Rispondi

    Nelle tue parole si rispecchia la mia esperienza, quasi quasi piango:) anche io sono a metà:)always “in between”. Ma forse è un “balance” tra queste due vocine che dobbiamo cercare. In fondo non c’è bene senza un male, non c’è luce senza buio, amore senza odio.

    Alice
    milanese a Londra

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